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Il plastico denominato “Salto di Montone” ha una genesi piuttosto lontana e particolare. Risalgono infatti al 1991 i primi contatti intercorsi tra la Direzione Compartimentale FS di Genova ed il G.F.G. finalizzati alla realizzazione di un plastico, da esporre durantele Celebrazioni Colombiane del 500° anniversario della scoperta dell’America, che rappresentasse lo sforzo che le FS stavano intraprendendo per razionalizzare il traffico ferroviario del nodo genovese.

Dopo varie ipotesi la scelta cadde sull’allora più recente opera infrastrutturale realizzata poco più a sud della stazione di Arquata Scrivia, nota come “Salto di Montone”, ovvero l’allacciamento delle due linee “Via Diretta” e “Via Isola del Cantone” in modo da consentire l'instradamento dei treni in direzione Milano o Torino evitando l'incrocio a raso assai penalizzante per la circolazione dei covogli.

Tale allacciamento avrebbe anche consentito l’adozione delle “marce parallele” tra Genova ed Arquata. Secondo la toponomastica ufficiale FS tale allacciamento prende il nome di “Bivio Scavalcamento"

Il G.F.G. realizzò il progetto: due moduli esterni da 1,80 x 1,40 m celavano alla vista i cappi di ritorno e due moduli interni da 2,70 x 1,40 m costituivano la parte centrale a vista dove erano rappresentate le due linee a doppio binario pressoché parallele tra loro.

All’estremità dei moduli centrali le due linee sparivano in due gallerie per ciascun lato, a pari livello lato Nord e sfalsate di 80 mm lato Sud.

All’interno del cassone lato Nord un cappio congiungeva i due imbocchi delle gallerie, mentre nel cassone lato Sud si avevano due ritorni sovrapposti nei quali ciascuna linea ripiegava su se stessa. Il tracciato era sostanzialmente un grosso ovale a falso doppio binario suddiviso in otto tratte elettricamente sezionate e controllate da un blocco automatico sul quale potevano circolare contemporaneamente tre treni. La successione dei treni era comandata da appositi pedali comandati dai treni stessi che sostavano per breve tempo all’interno delle gallerie.

Gli allacciamenti tra le due linee, ovvero il Salto di Montone vero e proprio vennero riprodotti allo stato di lavori in corso, ovvero non collegati mediante scambi. Inoltre, al fine di attirare l’attenzione del pubblico solo sul movimento dei treni, il paesaggio non venne realizzato. L’armamento era l’allora recentissimo NEM120 prodotto da LIMA, mentre la linea aerea proveniva dall’assortimento IL TRENO.

Per ridurre i tempi di realizzazione la costruzione della struttura portante del plastico venne affidata ad una ditta specializzata in plastici architettonici, mentre tutto ciò che era strettamente ferroviario venne messa in pratica da svariati “volontari” del G.F.G. che trascorsero più di una notte in bianco. Il plastico venne esposto per  cinquanta giorni alla Fiera del Mare durante i quali, i soliti “volontari” ne curarono la gestione e la manutenzione. 

Passato definitivamente in mano G.F.G. il plastico venne ospitato in uno scantinato del Deposito Locomotive di Genova Brignole messo appositamente a disposizione dalle FS. Nel 1993 cominciarono i lavori di realizzazione del paesaggio in vista di una mostra dedicata al 120° anniversario della linea Genova Ovada Acqui  che si tenne nel 1994 ad Ovada. Nello stesso anno il plastico venne esposto alla mostra della Lanterna organizzata dal G.F.G.. Durante la mostra i dirigenti dell’ormai formato gruppo LIMA – RIVAROSSI videro il plastico e manifestarono il proprio interesse ad averlo a disposizione in occasione dei festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione di RIVAROSSI.

Il G.F.G. accettò con entusiasmo, ben conscio che le notti insonni sarebbero incrementate in maniera esponenziale. Infatti si decise di smantellare i ritorni all’interno dei cassoni, di rendere operativo lo scavalcamento e di aggiungere un polmone da 12 binari per avere una circolazione di treni più varia. Si aggiunse anche un sistema di circolazione autoveicoli Car SYSTEM Faller.

RIVAROSSI e LIMA fornirono a titolo gratuito tutto l’armamento necessario per l’ampliamento. I lavori furono febbrili ed estenuanti, ma la soddisfazione di poter partecipare all’evento fu grande, come lo fu quella per il risultato ottenuto. Il plastico rimase a disposizione di RIVAROSSI per tutto il periodo della manifestazione, dopodiché rientrò a Genova per la gioia dei soci plasticisti che potevano far sgambettare i propri modelli con composizioni realistiche. Purtroppo nel 1996 le FS reclamarono lo scantinato ed il plastico venne smontato e ricoverato all’interno di un carro merci “parcheggiato” nel D.L. di Genova Rivarolo, dato che era impossibile ospitarlo nei ristretti locali della sede G.F.G.. Fu un periodo buio fino al 2004 quando il G.F.G. cambiò sede trasferendosi nell’ampio locale di Via Redipuglia dove fu risistemato il grande plastico sociale.

Tuttavia, negli ultimi anni, c'è stato un ulteriore  trasloco, che si spera sia l'ultimo, presso un locale di due piani in Via Nicolò Costa 42. Una parte del plastico sociale è stato trasferito nel nuovo locale, ma inserito in un rinnovato  progetto che sta ormai giungendo a conclusione:  Stazione di Arquata Scrivia, linea che scende fino a Genova e tocca la Stazione di Sturla e, in evidenza, l'intero spazio tra binari e il mare di Genova Nervi con la sua famosa passeggiata.  Da Nervi si arriva alternando gallerie e tratti lungo la costa,  fino alla stazione di Framura ormai completata con la posa della linea aerea. Poi con una breve galleria, modellisticamente parlando,  si passa da Framura direttamente a Manarola.

Ma questa è un'altra storia...