Genova Brignole-Acireale Stampa
Scritto da Enrico Costo   
Martedì 28 Maggio 2013 00:00

 

 

Genova Brignole – Acireale

via Roma Termini,Villa San Giovanni e Messina Centrale

 

Lei si sentiva molto sola,perché lui faceva molti viaggi per lavoro.Un giorno lui portò a casa un San Bernardo e le disse:”Ti ho fatto un regalo.Si chiama Estrema Riluttanza.Così,quando vado via potrai sempre dire che ti ho lasciata con estrema riluttanza”.Lei lo colpì con un mestolo.

Charles Schulz

 

 

 

Quasi tutta l’Italia,stavolta si tratta di quasi tutta l’Italia,1254 chilometri di ferrovia coperti in 13 ore e 58 minuti,oserei dire un record;certo,grazie a due Frecciabianca che mi hanno portato fino a Villa san Giovanni questo è possibile farlo ma iniziamo dall’inizio. Alle 04:30 la sveglia suona e,per sicurezza,mi chiama anche mia nonna che,poverina,si è svegliata apposta.Lo zaino è già pronto,dentro c’è tutto il necessario per qualche giorno in Sicilia in compagnia dei miei e di alcuni loro amici(vorrei poter dire che c’era anche la mia fidanzata ma,ahimè,mi ha mollato qualche settimana fa).Si fa colazione,un rapido controllo alla macchina fotografica e alla videocamera,si prendono le chiavi di casa e via verso la stazione di Genova Brignole


(Genova Brignole)

Questa volta sono fortunato e il treno c’è(non come l’anno scorso quando sono andato a Porto Cesareo che mi hanno cancellato il treno),il Frecciabianca 9761 delle ore 06:00 proveniente da Genova Piazza Principe e diretto a Roma Termini è effettuato regolarmente.Giusto il tempo di scattare una fotografia all’alba a Genova Brignole ed ecco arrivare il treno,un Etr 460(mai il 450 o il 600 come qualche rara volta).Salgo in carrozza e prendo posto,il pendolamento è attivo e,complici l’ora e il tempo non bellissimo,ho rischiato di farmi un pisolino.Si chiudono le porte e s’inizia a dondolare piacevolmente,un po’meno per chi patisce.Subito vengo inghiottito dalla Galleria San Martino,lunga 1401 metri e dove,al suo interno,è situata la variante del nuovo tracciato rispetto al vecchio,comprendente la nuova fermata di Genova Sturla situata a monte della vecchia.Transitiamo a tutta velocità nella stazione di Genova Nervi,detta anche”la Stazione Fiorita”(un tempo lo era)e subito dopo corriamo a metà fra i monti e il mare che ogni tanto appare e ogni tanto no.Arriviamo a Recco,patria della famosa Focaccia al Formaggio(consiglio a tutti di andare a mangiarla),annunciata dal caratteristico ponte in curva che sovrasta sull’abitato,ponte che ha subito qualche danno durante la guerra.Oltrepassiamo il Promontorio di Portofino con la Galleria Ruta,lunga 3086 metri e continuiamo a correre sempre a metà fra il mare e i monti,adesso in mezzo a bellissime e signorili villette e adesso in mezzo a qualche Olivo.Il mare compare per pochi secondi fra Rapallo e Zoagli,dove offre una spettacolare e fugace veduta su Portofino e su tutto il Golfo del Tigullio. Oltrepassata la Galleria delle Grazie,lunga 2164 metri,il paesaggio cambia radicalmente e fra Chiavari e Cavi di Lavagna il treno corre a pochi passi dal mare,tanto che qualche volta alcune onde lambiscono la ferrovia e il servizio viene precauzionalmente interrotto in caso di forti mareggiate.Dopo la Galleria Sant’Anna,lunga 1026 metri,salutiamo il mare,lo ritroveremo nei pressi di Framura,e transitiamo nella stazione di Sestri Levante dove la linea s’immerge nel bosco intervallata da alcune gallerie di discreta lunghezza(Galleria Vallegrande lunga 4007 metri,Galleria Rospo lunga 2533 metri,Galleria Picchi lunga 2336 metri).Queste gallerie sono frutto dello spostamento a monte della ferrovia,effettuato fra Riva Trigoso e Monterosso al Mare.Un’eccezione l’abbiamo a Framura dove la stazione e il piano dei binari sono solo stati modificati ma alcune centinaia di metri vengono percorse normalmente.Sottolineo che fra Framura e Levanto,sul percorso della vecchia ferrovia,è presente una Pista Ciclabile asfaltata e illuminata.Come dicevo prima il mare è ricomparso a Framura ma solo per pochi secondi,infatti la Galleria Monte Brino,lunga 2528 metri,mi riporta nell’interno.Seguono poi la Galleria Rossola,lunga 2560 metri,e la Galleria Mesco,lunga 3327 metri.Arriviamo a Monterosso al Mare,dove quest’ultimo ci farà compagnia fino a Riomaggiore.Per informazione generale siamo all’interno del Parco della Cinque Terre.Nonostante il mare le gallerie ci sono e non sono brevi.Infatti incontriamo subito la Galleria Monterosso,lunga 2573 metri,la Galleria Guvano,lunga 2812 metri,e la Galleria Manarola,lunga 1621 metri.A Riomaggiore salutiamo il Mar Ligure ed entriamo nella Galleria Biassa Prima(teatro anche di un incidente non grave),lunga 5146 metri ed giungiamo nel piazzale di La Spezia Centrale.Sono le 06:49 ed effettuiamo regolare fermata.Poco prima della stazione di La Spezia Migliarina si stacca sulla sinistra la linea a binario unico per Parma,binario che corre strettamente vicino a quelli della linea Tirrenica fino a poco oltre la stazione di Vezzano Ligure.Intanto,proprio fra le due stazioni in questione,si stacca e si collega la linea merci da e per  La Spezia Marittima.Il tempo continua a peggiorare e presto incontreremo anche un po’di nebbia ma non fittissima,intanto dalla sinistra si collega la linea proveniente da Parma e noi imbocchiamo la nuova,per modo di dire,variante di tracciato costruita fra la fermata di Arcola e la stazione di Sarzana,comprendente la fermata soppressa di Romito.Questa variante è stata costruita per permettere i lavori di raddoppio della linea.Entriamo a Sarzana senza fare fermata e da sinistra si collega la linea fuori servizio da Santo Stefano di Magra.La ferrovia inizia ad avere una traiettoria più dolce e rettilinea,le gallerie cessano di esistere,gli Appennini si allontanano e noi rimaniamo in pianura con la flebile nebbia che ci circonda.Fra Luni e Carrara-Avenza passiamo il confine fra la Liguria e la Toscana. Arriviamo a Viareggio,teatro del famoso e tragico incidente avvenuto qualche anno fa,e sulla sinistra si stacca la linea per Firenze Santa Maria Novella.Una sottile nebbia inizia a fare capolino nella zona del pisano e dopo qualche minuto il treno inizia a rallentare,non per la visibilità ridotta ma perché stiamo per entrare nelle stazione di Pisa Centrale,annunciata dal collegarsi da sinistra,all’altezza della stazione di Pisa San Rossore,della linea proveniente da Lucca mentre fra Pisa San Rossore e Pisa Centrale si stacca,sulla destra,la Linea del Ferro,utilizzata da molti treni merci per evitare il transito a Pisa Centrale e da qualche treno passeggeri importante(tipo il Livorno Centrale-Vienna)oppure dai treni diretti a Pisa Aeroporto.Proprio a Pisa Centrale,sempre da destra,si affianca la linea proveniente da Pisa Aeroporto.Ci fermiano nella città della torre pendente.Usciti dalla stazione,alla nostra sinistra si staccano la linea per Firenze Santa Maria Novella(detta,se non mi sbaglio,Ferrovia Maria Antonia)e la linea merci per Vada via Collesalvetti,peraltro impegnata proprio da un merci trainato da un Tigre.Oltrepassato l’aeroporto di Pisa,alla nostra destra si ricollega la Linea del Ferro.Da questo bivio fino alle porte di Livorno ci attende un rettilineo completo che il treno affronta in velocità per poi iniziare a rallentare nei pressi della stazione senza servizio viaggiatori di Livorno Calambrone.Entriamo nel piazzale di Livorno Centrale ed effettuiamo la fermata,intanto la nebbia si è diradata ma le nuvole vietano al sole di comparire.Ripartiamo in orario e ci dirigiamo nuovamente verso il mare che,poco dopo la fermata di Antignano,ricompare alla mia destra.Con esso ricompaiono,per poco,anche le gallerie,infatti ci attende la Galleria Telegrafo che misura 1017 metri. Non abbandoniamo il mare fin’oltre la fermata di Castiglioncello,infatti la tortuosità della linea può confermarlo,però,da qui in avanti,ritorniamo leggermente nell’interno e transitiamo a tutta velocità nella stazione di Vada,da dove si collega,alla mia sinistra,la linea merci per Pisa Centrale via Collesalvetti,e nella stazione di Cecina,da dove si collega,alla mia sinistra,la linea diesel per Volterra Saline-Pomarance.Uno spruzzo di Mare Tirreno m’investe nella  zona di San Vincenzo,ma è solo un’illusione,subito dopo ritorno nell’interno e gli scambi della linea da e per Piombino,situati alla mia destra,mi dicono che stiamo transitando a Campiglia Marittima,anche se di marittimo ha ben poco dato che siamo a 14 chilometri di treno dal mare.Un altro spruzzo di mare nella zona di Follonica e poi basta.Siamo in transito a Montepescali e lo capisco dal fatto che alla mia sinistra si collega la linea Diesel da Siena.Un altro bel rettilineo e una lunga frenata sono i segnali di avviso dell’ingresso in stazione a Grosseto,ultima fermata del treno prima del capolinea di Roma Termini.Ripartiamo e il paesaggio non accenna a cambiare,il mare non si vede e non si vedono nemmeno i monti e,tanto per cambiare,all’orizzonte sono comparse delle nuvole minacciose che si sono trasformate nella pioggia che avevo previsto a Roma.Transitiamo nella stazione di Orbetello-Monte Argentario(siamo dietro l’omonimo promontorio)dove,alla mia destra,si staccava la linea SNFT per Porto Santo Stefano,aperta nel 1913 e chiusa nel 1944,con lo scartamento ordinario.Fra la fermata di Chiarone e la fermata soppressa di Sant’Agostino Maremma salutiamo la Toscana ed entriamo nel Lazio.La corsa prosegue senza intoppi quando una doppia curva poco prima  di Civitavecchia ci riporta sul mare.Prima di transitare sul piazzale della stazione,a sinistra si collega la linea fuori servizio per Capranica-Sutri,linea che nel primo tratto è stata elettrificata per prove di alcune locomotive per la rete elettrica monotensione sarda ma il risultato non è andato oltre dato che le locomotive sono state demolite e la rete elettrica sarda è rimasta incompiuta.Nel tratto dell’entroterra laziale la linea ha subito qualche danno mentre fra Capranica-Sutri e Fabrica di Roma il tratto è ancora armato e ci passa qualche raro treno in regime speciale,dato che la stazione di Fabrica di Roma è l’unico collegamento che c’è fra la linea Roma Flaminio-Piazza del Popolo – Viterbo Nord della Met.Ro e le F.S.Ritorniamo alla Linea Tirrenica,il mare si vede e non si vede fin dopo la stazione di Santa Marinella poi ci rituffiamo nell’interno.Transitiamo velocemente nella stazione di Maccarese-Fregene,da dove si stacca l’originaria linea per Roma Termini via Ponte Galeria,ed imbocchiamo la linea più veloce per la capitale cioè quella via Roma Aurelia.Intanto ci attende la Galleria Macchia Grande di 1395 metri.Dopo la stazione di Roma Aurelia entriamo nell’omonima galleria,lunga 4134 metri e ci ritroviamo nel piazzale della stazione di Roma San Pietro dove,alla mia destra,si collega la linea internazionale dalla Città del Vaticano e la linea proveniente da Viterbo.Appena usciti dalla stazione entriamo nella Galleria Gianicolo-Pamphili,lunga 2391 metri e veniamo proiettati nella stazione di Roma Trastevere,da dove si collega,alla mia destra,la linea proveniente da Fiumicino Aeroporto.All’altezza di Roma Tuscolana ci sono le varie diramazioni,a destra si va verso Napoli Centrale,dritti si va verso Roma Tiburtina e a sinistra,che è la direzione che prendiamo noi,si va verso Roma Termini affiancandosi prima alla linea proveniente da Napoli Centrale poi a quella dell’Alta Velocità,sempre da Napoli Centrale,a quella da Sulmona,a quella dal Parco Prenestino e alle due linee da Firenze Santa Maria Novella,sia Direttissima che Lenta.Per ultima la linea proveniente dall’Officina Manutenzione Veicoli di Roma San Lorenzo.Ad un livello inferiore rispetto ai binari della stazione di Roma Termini è presente il capolinea della linea Roma Laziali-Giardinetti,sempre della Met.Ro.Siamo arrivati a Roma Termini alle 10:02,abbiamo superato l’InterCity 501 Sestri Levante – Napoli Centrale via Roma Tuscolana e Roma Casilina e ci siamo attestati al binario assegnatoci.Affianco a me è fermo l’InterCity 510 Salerno-Torino Porta Nuova delle ore 09:40 con un ritardo di 22 minuti.Una pausa di 43 minuti ci vuole,il tempo di fare qualche fotografia alla Piazza dei Cinquecento e a qualche rotabile in stazione e via.


(Roma Termini)

Nel frattempo la pioggia è iniziata a cadere già alla periferia di Roma e ha causato qualche forte ritardo sulle linee locali a sud della capitale.Si cambia treno,ma non materiale,e si sale sul Frecciabianca 9873 delle 10:45 per Reggio Calabria Centrale.


(Roma Termini)

Non si sa perché ma partiamo con dieci minuti di ritardo e davanti a noi ci sono 2391 Roma Termini-Napoli Centrale delle ore 10:49 e di nuovo l’InterCity 501 Sestri Levante – Napoli Centrale.Finalmente si riparte.Alla nostra destra lasciamo la linea per Roma Tuscolana mentre alla mia sinistra lasciamo la linea ad Alta Velocità per Napoli Centrale,la linea per Sulmona e le due linee per Firenze Santa Maria Novella.Frattanto,ad un livello più sfalsato,si affianca la linea Met.Ro Roma Laziali-Giardinetti.Poco prima di Roma Casilina,alla mia destra,si affiancano le linee provenienti da Firenze Santa Maria Novella e Roma Tuscolana,intanto noi corriamo parallelamente alla linea per Cassino,linea che,poco dopo,sovrappassiamo per dirigerci verso la costa.Intanto la pioggia ha smesso e si riconosce un paesaggio molto pianeggiante ma non eccessivamente urbanizzato.Transitiamo a Campoleone dove,dopo la stazione,a sinistra si staccava la linea soppressa per Albano Laziale mentre a destra si stacca la linea per Nettuno.Dopo la stazione di Latina si affianca il tracciato della linea soppressa proveniente da Velletri e diretta a Priverno,infatti la stazione di Sezze Romano è in comune ai due tracciati.La stessa ferrovia la ritroviamo alla stazione di Priverno-Fossanova(si collega da sinistra prima di entrare nel piazzale della stazione),solo che da Priverno a Priverno-Fossanova non risulta dismessa ma risulta come linea fuori servizio,anche se su quest’ultima non ci sono raccordi merci.Da Priverno-Fossanova,dopo la stazione e sempre da sinistra,si stacca la linea per Terracina mentre noi incontriamo un massiccio montuoso che attraversiamo alla base con la Galleria Montorso,lunga 7531 metri.Invece,fra la stazione di Fondi-Sperlonga e Itri incontriamo la Galleria Monte Vivola,lunga 7321 metri.Arriviamo in tutta fretta alla staziondi Formia dove,da destra,si collega la linea,ora diventata raccordo merci,da Gaeta.Dopo pochi minuti transitiamo nella stazione di Minturno-Scauri,dove si stacca la linea soppressa per  il Bivio Gaeta,sito fra la stazione di Teano e di Sparanise situate sulla Roma Termini-Napoli Centrale via Frosinone.Nel frattempo,fra Minturno-Scauri e la stazione soppressa di Cellole-Fasani,da dove si stacca un collegamento per la linea soppressa precedentemente nominata,salutiamo il Lazio ed entriamo in Campania,la quale ci saluta con la Galleria Monte Massiccio,lunga 5380 metri.Arriviamo a Villa Literno e lasciamo alla nostra destra,la linea per Napoli usata dai treni metropolitani.A San Marcellino-Frignano,alla mia sinistra,si stacca la linea merci per Maddaloni-Marcianise Smistamento.Stiamo per arrivare ad Aversa e la stazione è annunciata dall’affiancarsi,alla mia sinistra della linea proveniente dal raccordo di Gricignano-Teverla con l’Alta Velocità Roma Termini-Napoli Centrale e con la linea proveniente da Caserta.Siamo in arrivo a Napoli Centrale,prima fermata del nostro treno,e l’arrivo nella città partenopea è avvisato dal collegamento,alla mia sinistra,della linea da Cancello,e da destra delle linee provenienti dall’Alta Velocità da Roma Termini e della Linea a Monte del Vesuvio.Anche la linea che abbiamo appena fatto è segnata come direttissima ma le velocità ammesse non sono pari ai 300 km/h dell’Alta Velocità. Prima di attestarci alla stazione di Napoli Centrale ci affianchiamo alla linea metropolitana proveniente da Salerno e diretta a Villa Literno.Il ritardo di dieci minuti è sempre mantenuto e,una volta effettuata la sosta,s’inverte il banco e si riparte. Ad un livello inferiore della stazione di Napoli Centrale è presente la stazione sotterranea di Napoli Piazza Garibaldi sia della linea metropolitana di Napoli sia della Circumvesuviana.Sia a destra che a sinistra abbandoniamo le stesse linee menzionate precedentemente e c’inoltriamo nella Linea a Monte del Vesuvio,che ci porta dritti verso Salerno.Attraversiamo la Galleria Somma Vesuviana,lunga 3310 metri,sovrappassiamo la linea senza servizio viaggiatori Torre Annunziata Centrale – Cancello,sovrappassiamo la linea della Circumvesuviana proveniente da Sarno e,subito dopo,da sinistra,si collega la linea proveniente da quest’ultima località.Finiti gli scambi si entra nella Galleria Torricchio,lunga 1434 metri,sovrappassiamo la linea Nocera Inferiore/Salerno – Codola/Sarno,ci colleghiamo alla linea proveniente da Nocera Inferiore ed entriamo nella Galleria Santa Lucia,lunga 10230 metri dove,alla fine,sbuchiamo nel piazzale della stazione di Salerno affiancati da destra dalla linea metropolitana proveniente da Napoli,e da sinistra dalla linea Diesel proveniente da Mercato San Severino.Nel frattempo il sole ha fatto capolino e la pianura,a causa della presenza del Vesuvio,ha lasciato spazio a qualche rilievo.Poco dopo la stazione di Salerno si collega,da destra,la linea fuori servizio proveniente dal suo porto mentre a sinistra si ammira lo spreco di denaro pubblico che c’è stato per la costruzione della Metropolitana di Salerno,costruita a scartemento ordinario,elettrificata e dotata di segnali F.S. ma mai entrata in funzione nonostante sia regolarmente collegata.Da Salerno in avanti la linea,per me,è tutta un mistero perché non l’avevo mai fatta quindi non sapevo a cosa andavo incontro.Dopo aver fatto regolare fermata a Salerno ripartiamo verso Sud e il mare appare come un fantasma alla mia destra.Tempo di sbattere le palpebre ed ecco che era già sparito.Transitiamo a tutta velocità nella stazione di Battipaglia dove,alla mia sinistra,si stacca la linea per Potenza mentre noi,con una stretta curva verso destra,continuiamo imperterriti la nostra discesa verso la Terra del Sole.Adesso siamo nell’interno e le vallate sono di un meraviglioso verde intenso incastonato fra i rilievi dell’Appennino Meridionale.Il bello di questa linea è che c’è una piacevole alternanza fra tratti sulla costa e tratti nell’interno,infatti fra la stazione soppressa di Ogliastro Cilento e la stazione di Agropoli-Castellabate(località dove hanno girato i film”Benvenuti al Sud”e”Benvenuti al Nord”)corriamo proprio a due passi dal mare per poi ritornare subito nell’interno e la Galleria Rutino ci fa capire subito che non si scherza,dato che è lunga 4326 metri ed è sita fra la stazione senza servizio viaggiatori di Torchiara e la stazione senza servizio viaggiatori di Rutino.Fra Rutino e la stazione di Omignano-Salento incontriamo la Galleria Lustra,lunga 1021 metri. Assisto per l’ennesima volta alla ricomparsa del Mar Tirreno ma,questa volta,la sua compagnia dura per diversi chilomentri,precisamente quelli che intercorrono fra la stazione di Ascea e la stazione soppressa di Caprioli.In questo tratto di linea posso ammirare il mare leggermente increspato con una cornice piena di nuvole che non promettono nulla di buono.Intanto una serie di gallerie vengono attraversate dal nostro treno:Galleria Telegrafo(1000 metri),Galleria Fiumicello Secondo(2656 metri),Galleria San Macario(1694 metri)e la Galleria Pisciotta(1110 metri)che precede il paese con l’omonimo nome.Salutiamo il mare.Subito dopo la stazione soppressa di Caprioli imbocchiamo una breve variante di tracciato,comprendente la Galleria Caprioli lunga 2580 metri,costruita per motivi di raddoppio.Infatti dal mio finestrino riesco ad inquadrare in lontananza il sedime del vecchio tracciato.

(Fra Roma Termini e Villa San Giovanni)

 

Entriamo nella Galleria Spina,lunga 3278 metri,e,una volta usciti,prendiamo a tutta velocità il ponte a in curva stile quello di Recco,sul Fiume Centola con una piccola differenza,qui i limiti di velocità in Rango P sono superiori a quelli in Liguria,di conseguenza il pendolamento attivo dell’Etr 460 fa il suo dovere.Fra  la stazione di Celle di Bulgheria-Roccagloriosa e la fermata di Torre Orsaia incontriamo la Galleria San Cataldo,lunga 5132 metri e poco dopo ritorniamo sul mare e non lo abbandoneremo per parecchio tempo.Ci fermiamo a Sapri,il ritardo è stato recuperato e siamo pronti per salutare la Campania ed entrare in Basilicata per ben…15 chilometri circa.Il confine è segnato dalla Galleria Acquafredda,lunga 3896 metri.In questa regione non sono previste fermate però ci sono tante gallerie,la Galleria Arma,lunga 2256 metri,la Galleria Maratea,lunga 2407 metri e la Galleria Castrocucco,lunga 2622 metri.Fra la fermata di Marina di Maratea e la stazione di Praja-Ajeta-Tortora entriamo in Calabria,regione dove non sono mai stato e non ci sono neanche mai passato.Fra la fermata soppressa di San Nicola Arcella e la fermata soppressa di Cirella-Majera andiamo leggermente nell’interno e imbocchiamo anche la variante costruita sempre per motivi di raddoppio della linea.La variante comprende anche la Galleria San Giorgio,lunga 4476 metri.Riappare il mare però mi rendo conto che le coste calabresi non sono come me le aspettavo,sono tristi,lunghe,desolate,con un po’di vegetazione e con qualche rifiuto abbandonato qua e la,inoltre il tempo non aiuta,almeno ci fosse il sole.Va beh,ritorniamo al nostro viaggio.Ah,tengo a sottolineare che non ho fatto quasi nessun incrocio né con merci né con treni passeggeri.Arriviamo a Paola,finalmente qualcosa di nuovo che rompe la monotonia della linea.Subito dopo la partenza,alla mia destra appaiono le Officine Manutenzione Veicoli dove sono accantonate tutte le carrozze UIC-X con le porte a libretto della Direzione Regionale della Calabria,assieme a loro,ma non so se sono accantonate o se sono state inviate li per sostituirle,una marea di carrozze a Piano Ribassato di prima serie,e io che credevo che fossero tutte nell’Hinterland di Milano.Nel mentre guardo tutte queste carrozze quasi d’epoca(le prime Piano Ribassato sono arrivate quando c’era ancora il vapore nell’hinterland milanese)mi dimentico che alla mia sinistra si stacca e si collega la linea da e per Cosenza/Sibari.Questa linea,un tempo,era particolare perché era esercita a cremagliera,adesso c’è stata la variante su nuovo tracciato in galleria,che ha tagliato fuori quattro stazioni,la cremagliera e ha abbassato i tempi di percorrenza.Non so se era meglio prima o adesso.Intanto noi continuiamo la nostra folle corsa verso Sud e arriviamo nella stazione senza servizio viaggiatori di Gizzeria Lido da dove andiamo verso l’interno,torneremo sul mare per un secondo nei pressi della stazione di Pizzo,con la particolarità che il mare sarà molto più basso rispetto a dove corre la ferrovia nuova.Arriviamo a Lamezia Terme Centrale,solo che non ho affatto visto la città perché la stazione è fuori zona.Alla mia sinistra si collega la linea,appena riaperta,Diesel da Catanzaro Lido ma,per il resto,non c’è proprio nulla.Nella stazione Eccellente,senza servizio viaggiatori,si stacca dalla mia destra la linea a binario unico per Reggio Calabria via Tropea mentre noi imbocchiamo la linea per Reggio Calabria via Vibo Valentia-Pizzo.Fra Eccellente e Vibo Valentia-Pizzo incontriamo la Galleria Santa Caterina,lunga 1184 metri ma il meglio arriva quando siamo nel’interno della Calabria e nuovamente sotto la pioggia,perché ci sono la Galleria Stefanaconi,la Galleria Francica e la Galleria Cisterna che non scherzano come lunghezza(4365 metri,6093 metri e 1016 metri rispettivamente).Arriviamo a Rosarno e facciamo fermata,intanto,alla mia destra si ricollega la linea a binario unico che avevamo lasciato ad Eccellente,probabilmente il tracciato originario passava via Tropea.Usciti dalla stazione,alla mia destra,compaiono alcuni binari non elettrificati che non danno l’idea di essere molto usati e che mi fanno compagnia per parecchi chilometri,sono i binari della linea senza servizio viaggiatori per la stazione senza servizio viaggiatori di San Ferdinando.Arriviamo a Gioia Tauro e il mare riappare,stavolta per non mollarmi fino a destinazione.Gioia Tauro e il capolinea delle Ferrovie della Calabria per Cinquefrondi e per Palmi Centrale.Una volta,da Palmi Centrale,la linea proseguiva verso Sinopoli-San Procopio.Adesso credo che queste linee non se la passino molto bene e non so nemmeno se c’è ancora il servizio su ferro,peccato però perché,appena usciti da Gioia Tauro,alla mia sinistra,appare un magnifico ponte in ferro in salita sottile e alto,solo che denota un po’di trascuratezza per via di un po’di ruggine presente su di esso.Per informazioni le automotrici Diesel sono rimessate nella rimessa di Gioia Tauro dove un tempo c’era un meccanismo particolare dove si caricavano i carri F.S. su speciali carrellini delle Ferrovie della Calabria atti a trasportare i carri delle F.S. sulle loro linee,una cosa unica e,come al solito,eliminata e neanche tenuta attiva a scopo turistico.Ripartiamo da Gioia Tauro(dove una signora,a causa del pendolamento,ha rimesso sul marciapiede),prossima fermata Villa San Giovanni,dove devo scendere.Fra Palmi e Bagnara incontriamo la Galleria Sant’Elia Janculla,lunga 5120 metri,e la Galleria San Sebastiano,lunga 1696 metri.Oltre al mare anche il sole ha deciso di comparire in modo stabile,così posso godere dei piacevoli giochi di luce che il mare fa e offre al viaggiatore che osserva il panorama da un finestrino di un treno che sembra un aereo e ad una velocità vicina ai 150 chilometri all’ora.Le ultime due gallerie del continente le incontriamo fra Scilla e Villa San Giovanni-Cannitello e sono la Galleria Paci,lunga 1754 metri,e la Galleria Alta Fiumara,lunga 1103 metri.Curva brusca verso sinistra,stop al segnale di protezione,ripartenza e arresto definitivo alla stazione di Villa San Giovanni,luogo dove non ho mai messo piede e dove vengo accolto da un bel sole caldo(a Roma Termini battevo i denti nonostante la felpa)e da marchingegni particolari che costituiscono il modo per imbarcare i treni sulle navi traghetto per la Sicilia.

 

(Villa San Giovanni)
Faccio il sottopassaggio e vado a fare i biglietti per il battello e la fortuna mi aiuta perché,anziché prendere quello della Caronte,riesco a prendere il battello della Metromare che mi fa risparmiare quasi quaranta minuti.Sono le 16:49,sono in viaggio da 10 ore e 49 minuti e dal Nord sono passato al Sud in poche ore,per aver fatto un viaggio in treno.Nel metre mi guardo intorno noto dei Gabs che vengono sbarcati da una nave delle F.S.e sono incuriosito da tutto il rumore di ferraglia che viene prodotto.Il mistero è presto risolto,i binari d’imbarco e sbarco dei treni sono costituiti da assi di legno con delle sezioni di rotaia posizionate all’interno delle assi e,in posizione di fermo,questi”pontili ferroviari”vengono inclinati per evitare che,accidentalmente,succeda qualche incidente.I treni passeggeri per la Sicilia vengono imbarcati con le persone a bordo e solo una volta caricato il treno le persone possono scendere dalle carrozze.Il luogo di attracco della nave è tutto circondato per diverse centinaia di metri da una spessa invasatura di legno che deve sopportare il traghetto che si appoggia.Il processo d’imbarco dei treni(qualsiasi)è il seguente:a Villa San Giovanni viene staccata la macchina titolare e il treno viene preso da una Diesel 146,un carro pianale e una carrozza UIC-X da 200 chilometri all’ora ancora con le porte a libretto(una di queste carrozze era accantonata a Villa San Giovanni Mare perché aveva un frontale un po’tanto accartocciato)che prima trainano tutto il treno nella zona dello scalo e poi lo spingono dentro la nave con tre o quattro carrozze per binario(nel mio viaggio di ritorno è stato così).Dopo questa parentesi ritorniamo al racconto,perché detta così sembra che io,all’andata,sia stato trasbordato col treno quando non è stato così.Arrivo a Messina con largo anticipo,vedo la stazione di Messina Marittima,rischio di perdermi per la città perché non sapevo dov’era la stazione di Messina Centrale e ,dopo aver chiesto qualche informazione(particolare la parlata da genovese contro quella siciliana)riesco a trovarla e noto che per sette minuti potrei prendere il Regionale 12881 Messina Centrale-Catania Centrale delle ore 17:50(il treno prima)ma non ho nessuna voglia di correre quindi preferisco prendere il treno dopo,quello che avevo in programma fin dall’inizio.
(Messina Centrale)

Così vado a far merenda e noto che i semafori non sono molto funzionanti,il rosso non si rispetta sempre e i caschi e le cinture non sono sempre allacciati però non dico nulla dato che è il loro modo di fare. Scatto qualche fotografia qua e la all’interno della stazione e prendo posto sul Regionale 3871 Messina Centrale-Siracusa delle ore 18:40,composto da una simmetrica di E 464 e tre MDVC.

(Messina Centrale)
Preciso che non ho preso proprio posto ma ho monopolizzato una ventina di posti a sedere per via dei miei due finsetrini lasciati aperti a 140 chilometri all’ora per fare fotografie.Si parte puntualissimi e,alla mia sinistra questa volta c’è il mare e alla mia destra si trovano le Officine Manutenzione Rotabili(dove trovo parecchi Caimani accantonati,qualche Diesel e qualche Tigre),la linea per Palermo Centrale e le Officine Grandi Riparazioni.In uscita da Messina Centrale incontro anche il Regionale 8772 Patti-San Piero Patti-Messina Centrale,composto da una composizione omogenea di UIC-X ristrutturate(due più la pilota)ed E 464 in coda mentre,proveniente da Catania,ecco un bel merci.
(Messina Centrale)
Di botto la velocità aumenta e io non riesco a tenere la testa fuori per via del vento ma il panorama che mi viene offerto è semplicemente mozzafiato grazie ai giochi di luce che il sole al tramonto fa con le nuvole e il mare,peccato che,sul lato monte,corre a mezza costa l’autostrada che mi da fastidio in tutte le fotografie che faccio sui ponti per via dei SUOI di ponti,almeno in Liguria corre più in alto.A Giampilieri termina il doppio binario quindi devo stare attento a non prendere qualche facciata nei portali delle gallerie a binario unico.
(Fra Messina Centrale e Acireale)

Arriviamo a Roccalumera-Mandanici e facciamo fermata straordinaria per permettere l’incrocio col Regionale 8586 Bicocca-Messina Centrale delle ore 19:07

(Roccalumera)

Proseguiamo la nostra corsa facendo le relative fermate e,quando siamo ad Alcantara,si stacca alla mia destra la linea soppressa per Randazzo,una linea che ha subito delle vicissitudini contrarie fin da quando hanno iniziato a costruirla,tanto che è stata completata quando si parlava già di chiuderla,infatti la sua vita è durata pochi anni però l’idea di una linea circumetnea delle F.S. poteva essere una cosa valida.

(Fra Messina Centrale e Acireale)

Fra la stazione di Fiumefreddo di Sicilia e la fermata di Mascali ritorna il doppio binario.A Giarre-Riposto si affianca,sulla destra,la linea della FCE proveniente da Catania Borgo e diretta a Riposto.Il doppio binario ha comportato anche una variante di tracciato che ha spostato la stazione di Acireale originaria(ora decentrata di qualche centinaio di metri rispetto al centro)e ha cancellato le stazioni di Acitrezza(mia destinazione finale)e Acicastello.Comunque la Galleria Acireale,costruita per il raddoppio in variante e lunga 2673 metri,avvisa che io devo scendere.In questa galleria,a causa del nuovo regolamento sui segnali permissivi,ho preso 35 minuti di ritardo che mi hanno fatto perdere la coincidenza a Napoli Centrale ma sono riuscito a rimediare al problema.Acireale mi saluta con la 740 072 monumentata all’interno della stazione in un binario dentro un’aiuola

(Acireale)

Si,c’è un po’di ruggine e mancano i vetri ma è tenuta meglio della locomotiva a vapore che abbiamo all’interno della Fiumara a Genova.Sono le 19:58,io sono arrivato a destinazione (mi mancano ancora alcuni chilometri che farò in macchina perché il titolare dell’hotel mi è venuto a prendere) senza problemi, nonostante il viaggio lungo. Adesso sono pronto per affrontare i tre giorni massacrant i(Circumetnea con fermate a Paternò,Adrano e Randazzo,Catania,Taormina,Etna,Siracusa,Noto e Catania di sera) che mi attendono di mia spontanea volontà e Venerdì,alle 08:54,si riparte da Acireale per arrivare a Genova Brignole alle 22:36 (in realtà sono arrivato alle 23:11 perché il treno aveva il pendolamento disattivato). Che ci posso fare? Se io,in vacanza,non mi muovo,non mi diverto,per quello dico sempre che mi stanco di più in vacanza che a lavorare,comunque il viaggio è stato bellissimo in tutto e per tutto,se la fidanzata non mi avesse lasciato sarebbe stato meglio.

.
Enrico Costo

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 31 Maggio 2013 12:36