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Comando digitale del plastico - Parte 1 PDF Stampa E-mail
Scritto da Pierangelo Barettoni   
Lunedì 23 Febbraio 2009 20:40

 

 

Comando digitale del plastico – Parte prima 

 

Con questo articolo iniziamo un viaggio negli aspetti funzionali del sistema digitale che controlla il plastico sociale, cercheremo di mettere in evidenza i pro e i contro delle scelte che sono state fatte per l’esercizio del plastico. Il plastico sociale del GFG è stato progettato per un utilizzo completamente digitale con il controllo effettuato tramite un computer sul quale gira il software Windigipet versione 10 interfacciato ad una centrale digitale intellibox.La scelta di utilizzare un computer per controllare l’impianto invece di controllarlo direttamente dalla centrale digitale, deriva dai seguenti fattori: 

 

  • Complessità dell’impianto
  • Sicurezza della circolazione
  • Immediatezza nell’esecuzione dei comandi
  • Fluidità di esercizio
  
  • Complessità dell’impianto : per dare un idea delle dimensioni dell’impianto si considerino i dati seguenti 

 

Sviluppo lineare attuale : 74 metri contando solo lo sviluppo delle linee principali ovvero senza tener conto dei binari presenti nelle stazioni nascoste e nelle stazioni di Arquata e Nervi, e che si estenderà utleriormente a seguito della realizzazione del ponte di Campo Morone.

Numero scambi : complessivamento è prevista l’installazione di 100 scambi tra semplici incroci inglesi doppi e semplici (attualmente ne sono stati installati 88) in parte con azionamento lento (motori sottoplancia tortoise) ed in parte ad azionamento normale (motori conrad). In questo conteggio non sono inclusi gli scambi di uscita dai due polmoni che sono tallonabili e non motorizzati (15).

Numero segnali : essendo il segnalamento ancora in fase di definizione, ma con l’obiettivo di rispecchiare il più fedelmente possibile quello installato in linea, il numero esatto non è noto ma va da se che il numero finale si aggirerà intorno a 50 molti dei quali a più luci e più vele.

Da questi numeri risulta evidente che l’interfaccia fornita dalla centrale digitale non è sufficiente per rendere semplice e sicuro l’esercizio dell’impianto 

  • Sicurezza operativa : le due stazioni nascoste consentono di ricoverare complessivamente fino a 20 convogli in composizione realistica che possono circolare sulle due linee a doppio binario che confluisco nella stazione di Arquata ove sono possibili incroci precedenze e manovre di composizione. Tenendo conto del fatto che il tempo di percorrenza di un convoglio merci che partendo dal polmone grande vi rientri è di circa 6 minuti, considerando ovviamente una marcia con velocità in scala, mentre un IC, sullo stesso percoso,  impiega 4 minuti e 20 in una composizione a 10 pezzi, è ovvio che risulti abbastanza facile perdere di vista, in senso fisico del termine, i treni che circolano. Il controllo via computer consente di visualizzare in ogni momento la posizione dei singoli convogli e gestirne l’alternanza  in assoluta sicurezza. Ovviamente le linee sono state divise in sezioni di blocco che garantiscono una buona fluidità di marcia dei convogli con le necessarie protezioni.
 
  • Immediatezza  nell’esecuzione dei comandi : in qualsiasi tipo di impianto dal più piccolo ad un impianto come il nostro non è mai facile comprendere, se non con uso continuo, a cosa corrispondano i vari tasti presenti nella centrale o nelle keyboard di controllo di scambi e segnali, quindi la possibilità di azionare uno scambio attraverso un semplice click sul simbolo grafico che lo rappresenta permette un uso più fluido e sicuro. Se poi spostiamo la nostra attenzione  sull’azionamento di una serie di scambi che determinano un certo instradamento per un convoglio risulta ancora più evidente il vantaggio di visualizzare l’intero instradamento prima di commutarlo cosa che le keyboard che memorizzano gli instradamenti non consentono.
 
  • Fluidità di esercizio : i plastici analogici dotati di sistemi di blocco automatico permettono all’utilizzatore di impostare la circolazione sulla piena linea in modo sicuro e fluido e con un cablaggio relativamente agevole sia delle tratte sia dei contatti che le controllano, ma quando la linea entra in una stazione dotata di più binari, come nel nostro caso la stazione di Arquata, la gestione del blocco diventa molto complessa. Nell’esercizio digitale è indispensabile solo dividere le linee in tratte (route) che possono essere combinate in percosi (tour) all’interno dei quali il programma si fa carico di controllare l’occupazione delle singole sezioni in cui può essere divisa una tratta. Questa gestione consente anche di impostare all’interno di un tour dei percosi alternativi qualora il percoso principale sia occupato da un altro convoglio che precede quello in esame.

Queste riflessioni potrebbero far pensare che il controllo computerizzato di un plastico ferroviario sia da riservarsi solo ad impianti molto grossi e che per gli altri sia solo uno spreco, affermazione assolutamente sbagliata infatti qualsiasi impianto può beneficiarne visto che riusciamo ad assommare in un unico strumento, il computer appunto, una serie di dispositivi hardware come le keyboard, il cui costo non è sicuramente marginale, e le cui funzioni non sono estendibili se non affiancando nuove keyboard, quindi se intendo estendere il mio impianto aggiungendo nuove parti o nuove combinazioni di instradamenti non devo far altro che agire sullo schema sinottico dell’impianto e sulle route definite in assoluta libertà. 

Vista della postazione di comando del plastico con la Intellibox collegata ad un alimentatore marklin, davanti ad essa è posto un binario di programmazione e la tastiera del PC. Nel ripiano sottostante il PC di controllo e sul piano superiore il video ed il mouse.

Nelle prossime puntate approfondiremo i vari aspetti della implementazione.

 

Pierangelo Barettoni

 

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio 2009 14:48
 
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