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Storia del plastico PDF Stampa E-mail
Scritto da Guido Brenna   
Sabato 17 Gennaio 2009 13:51
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Storia del plastico
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STORIA DEL PLASTICO SOCIALE G.F.G

Il plastico denominato “Salto di Montone” ha una genesi piuttosto lontana e particolare.Risalgono infatti al 1991 i primi contatti intercorsi tra la Direzione Compartimentale FS di Genova ed il GFG finalizzati alla realizzazione di un plastico, da esporre ad una esposizione collaterale alle celebrazioni del 500° anniversario della scoperta dell’America, che rappresentasse lo sforzo che le FS stavano intraprendendo per razionalizzare il traffico ferroviario del nodo genovese.

Dopo varie ipotesi la scelta cadde sull’allora più recente opera infrastrutturale realizzata poco più a sud della stazione di Arquata Scrivia, nota come “Salto di Montone”, ovvero l’allacciamento delle due linee “Via Diretta” e “Via Isola del Cantone” in modo da consentire il passaggio dei treni dall’una all’altra linea senza interferenze alla circolazione.

Tale allacciamento avrebbe anche consentito l’adozione delle “marce parallele” tra Genova ed Arquata. Secondo la toponomastica ufficiale FS tale allacciamento prende il nome di “Bivio Scavalcamento"

Il GFG realizzò il progetto: due moduli esterni da 1,80 x 1,40 m celavano alla vista i cappi di ritorno e due moduli interni da 2,70 x 1,40 m costituivano la parte centrale a vista dove erano rappresentate le due linee a doppio binario pressoché parallele tra loro.

All’estremità dei moduli centrali le due linee sparivano in due gallerie per ciascun lato, a pari livello lato Nord e sfalsate di 80 mm lato Sud.

All’interno del cassone lato Nord un cappio congiungeva i due imbocchi delle gallerie, mentre nel cassone lato Sud si avevano due ritorni sovrapposti nei quali ciascuna linea ripiegava su se stessa.Il tracciato era sostanzialmente un grosso ovale a falso doppio binario suddiviso in otto tratte elettricamente sezionate e controllate da un blocco automatico sul quale potevano circolare contemporaneamente tre treni. La successione dei treni era comandata da appositi pedali comandati dai treni stessi che sostavano per breve tempo all’interno delle gallerie.

Gli allacciamenti tra le due linee, ovvero il Salto di Montone vero e proprio vennero riprodotti allo stato di lavori in corso, ovvero non collegati mediante scambi. Inoltre, al fine di attirare l’attenzione del pubblico solo sul movimento dei treni, il paesaggio non venne realizzato.L’armamento era l’allora recentissimo NEM120 prodotto da LIMA, mentre la linea aerea proveniva dall’assortimento IL TRENO.

Per ridurre i tempi di realizzazione la costruzione della struttura portante del plastico venne affidata ad una ditta specializzata nella costruzione di plastici architettonici, mentre la costruzione di tutto ciò che era strettamente ferroviario venne messa in pratica da svariati “volontari” del GFG che trascorsero più di una notte in bianco. Il plastico venne esposto per circa sei mesi alla Fiera del Mare durante i quali, i soliti “volontari” ne curarono la gestione e la manutenzione.  



Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Marzo 2009 13:16
 
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Notizie flash

Informiamo che è stato avviato il trasloco della sede del GFG, che si trasferirà in Via Costa 42r.

Per tale motivo le visite al plastico sociale sono sospese fino a nuovo avviso.